Correva l’Anno

Antonio e Vicente Micucci ci raccontano e si raccontano

Miguel Calmon, cento anni di emancipazione politica:

i fatti raccontati dai protagonisti

di Martina Marotta

Isabella, Micucci, Zottoli, Larocca

I Trecchinesi di Miguel Calmon.

Il libro “Correva l’anno… “, della “Collana Emigranti” è dedicato interamente alla storia di Miguel Calmon, cittadina dello stato di Bahia, in Brasile. Il libro, partendo dalle interviste a fratelli Antonio e Vicente Micucci, figli di Italiani giunti in Brasile agli inizi del 1900, ripercorre con i veri protagonisti, la storia di Miguel Calmon, cittadina che ha ospitato una comunità di italiani arrivati in Brasile da Trecchina, un piccolissimo centro in provincia di Potenza, paese che ha dato i natali anche ad un altro gruppo di emigranti che contribuirono alla nascita ed allo o sviluppo sociale, demografico e culturale di Jequiè, sempre nello stato di Bahia, città che attualmente conta più di 200.000 abitanti.

Le storie dei Trecchinesi giunti a Jequié ed a Miguel Calmon non si somigliano anche se sono le storie di tante persone partite dal proprio paese, in Basilicata, nel sud Italia, per arrivare in Brasile, nel fiorente Stato di Bahia, dove le distese di terra erano enormi, non sempre coltivate ma che sicuramente potevano rendere, economicamente, molto di più di quelle lasciate fra le montagne della Basilicata.

La storia di Jequié ha avuto risonanza mediatica fin dall’antichità. La comunità italiana era molto numerosa, il commercio di cacao e di caffè verso l’Europa dava molti e fiorenti benefici economici ai Trecchinesi che erano sul posto uniti attorno ad una unità centrale, la casa madre, Casa Confiança, reale ed efficace punto di incontro ed interscambio commerciale in città. La realtà di Miguel Calmon era diversa perché la comunità italiana era più piccola e gli abitanti del posto, meno numerosi di Jequié e la cittadina era molto più piccola di Jequiè.

I Trecchinesi giunsero in Miguel Calmon agli inizi del ‘900 e con il loro impegno, la loro imprenditorialità e le loro attività contribuirono molto per la crescita della comunità locale. Una famiglia, fra tutte quelle partite da Trecchina, la famiglia Isabella era presente in Miguel Calmon con 5 persone fra fratelli e sorelle. Trecchinesi che si sono sempre impegnati per lo sviluppo non solo di Miguel Calmon ma di tutta l’area. Uno dei cinque fratelli, Miguel Isabella, fu eletto sindaco, ma gli altri non furono da meno ed in qualsiasi modo, con abnegazione e lavoro contribuirono alla crescita sociale e culturale di Miguel Calmon. Ad alla famiglia Isabella si aggiunse Micucci, Zottoli, Larocca, ed altre ancora. Due fratelli hanno rivestito importanti ruoli nella nella vita di Miguel Calmon; Antonio e Vicente Micucci, attualmente novantenni, figli di Humberto Micucci e Ferdinandina Isabella. I fratelli Micucci sono, insieme ai loro figli e familiari, a capo di una struttura commerciale di primaria importanza-per l’intera area Colmonense: ll Gruppo Micucci.

Grazie al lungo colloquio con Vicente ed Antonio Micucci abbiamo potuto ricostruire la storia ed i fatti salienti della vita di Miguel Calmon, scendendo, spesso, anche nei particolari che I Micucci, come è solito chiamarli, hanno ritenuto importante raccontare. Fatti che mettono in risalto, prima di ogni cosa, l’importanza della vita di questo popolo ma anche l’importanza del contributo sociale dato dalla famiglia Isabella Micucci allo sviluppo della cittadina e dell’intera area. Interventi economici per ospedali, per emittenti radio, per le associazioni che hanno assistito la popolazione con più problemi, persino l’organizzazione di feste per dare ai concittadini maggiore benessere socio economico ma anche una buona tranquillità spirituale e sociale sempre con l’idea che in paese non dovevano esserci persone discriminate.

Ai racconti dettagliati di Vicente Micucci fanno da corona varie testimonianza di persone che hanno dato lustro ed onore alla cittadina bahiana: dal prof. Joao Barberino, medico e docente universitario a Brasilia, annoverato fra i maggiori esperti mondiali nello studio delle malattie tropicali. Lui che ha trascorso gran parte della sua vita fra le tribù dell’Amazzonia, perché ha voluto e dovuto studiare da vicino malattie come la febbre gialla e la febbre nera, ma anche le altre malattie che meritavano la dovuta e giusta attenzione da parte di medici specialisti. Inoltre, nel libro, c’è la testimonianza di Padre Paolo Cugini, missionario italiano che per diversi anni ha vissuto in Miguel Calmon al servizio della comunità cattolica locale e dei più poveri.

A queste si sono aggiunte le testimonianze di Rita Micucci, figlia di Vicente, molto impegnata nella vita sociale e culturale dell’intera area e di Iosè Ricardo Leal Requiao, eletto sindaco di Miguel Calmon per 5 mandati, molto conosciuto in tutta la regione bahiana per le sue doti e per una capacità amministrativa e politica di indubbio valore.

La prefazione del libro è stata curata da Eduardo Sarno, storico della emigrazione italiana in Brasile, figlio di emigranti Italiani. Vive attualmente in Salvador (Bahia).

La consulenza storica, le traduzioni in Portoghese e la redazione dei capitoli sulla immigrazione in Jequié nonché il capitolo sulla storia di Trecchina sono stati curati da Carmine Marotta, già autore del volume Casa Confiança che tratta la storia di Jequié, sempre nello stato di Bahia.

Le fotografie all’interno del libro sono state fornite da Vicente e Rita Micucci, da Antonio Micucci, dal fotografo Moabe Oliveira, dal prof. Joao Barberino, da Padre Paolo Cugini, le fotografie di Trecchina sono di Martina e Carmine Marotta mentre le foto storiche di Trecchina e di Jequié sono dell’Archivio Storico Carlos Marotta che ha fornito anche importanti e preziose informazioni sulla emigrazione trecchinese in Bahia.

Il libro è in Italiano e Portoghese per consentirne la diffusione in Italia ed in Brasile.